Cilento, la terra del mito...

La terra del mito, così è stata detta più volte il Cilento, un territorio carico di storia, eventi e tradizioni secolari. Una terra carica dunque di cultura e altresì densa di contenuti artistici pronti a testimoniare le tracce delle diverse epoche che hanno formato e profondamente caratterrizato il Cilento.

Morfologicamente e climaticamente propenso a conquistare i favori di chi lo visita, il Cilento presenta una ricchezza paesaggistica preziosa e varia, da anni custodita e valorizzata anche grazie all'istituzione del Parco Nazionale Del Cilento e Vallo Di Diano. Terra unica in cui si alternano e confrontano paesaggi diversi, colline ammantate di verdi ulivi, lunghe spiagge sabbiose affacciate sul Tirreno, improvvisi boschi di castagno che si arrampicano su picchi e aspre rocce, distese pianeggianti colme di colture e corsi d'acqua più o meno consistenti che percorrono e delineano i territori suggestivi del Cilento.

La innegabile ricchezza ambientale e paesaggistica del Cilento deve molto alla duplice natura geologica delle rocce che costituiscono il territorio cilentano: quella del "Flysch del Cilento" e quella delle "rocce calcaree". Queste ultime si ritrovano come costitutenti dei complessi montuosi del Cilento interno, quali l'Alburno ed il Cervati, e di quelli meridionali, come il Monte Bulgheria e il Monte Cocuzzo. Il "Flysch del Cilento" invece ha la sua massima presenza lungo il bacino idrogeografico del Fiume Alento e in corrispondenza principali monti del Cilento occidentale oltre che nei tratti di costa rocciosa tra Pollica ed Acciaroli dove, grazie alla sua presenza, maggiore è la presenza della macchia mediterranea. Il termine "Flysch" (parola che deriva dal dialetto svizzero-tedesco) indica la presenza di una formazione sedimentaria caratteristica nel territorio cilentano nata in seguito allo smantellamento dei rilievi emersi alla fine del Miocene e in altri cicli Quaternari. La struttura visibile, caratterizzata da vistose pliche, altro non indica che il susseguirsi di diverse risedimetazioni (probabilmente si tratta del prodotto di frane sottomarine) che accompagnavano il mutare delle caratteristiche ambientali o fisico-chimiche nel tempo.

A testimoniare la ricchezza geologica del Cilento sono numerose le grotte, gallerie e cavità, presenti nel territorio del Parco, molte delle quali ancora inesplorate. Ricordiamo tra le altre le Grotte marine di Palinuro, le Grotte di Castelcivita lunghe quasi 5 km e le Grotte di Pertosa accessibili per un tratto con zatteroni. Continua…

Foto del Cilento

Alcuni scorci Cilentani
paestum nel cilento   Palinuro nel cilento
Paestum   Palinuro
acciaroli nel cilento   Casal Velino nel cilento
Acciaroli   Casal Velino

 

Altre fotogallery:

Prodotti tipici:

il fico bianco del cilento

Il “Fico Bianco del Cilento”, è un frutto territoriale caratteristico del Cilento e derivante dal "Dottato", una specie presente in tutto il territorio del Mezzogiorno d’Italia; introdotto nel territorio ad opera dei coloni greci, ha incontrato subito il favore dei contadini del tempo, sia per la semplicità di coltivazione e per la resistenza della pianta, sia perché il frutto si prestava bene ad essere conservato per i mesi successivi a quelli del raccolto, tanto da venire usato come risorsa per i lavoratori nei campi, guadagnandosi presto l’appellativo di "pane dei poveri".
L’area di produzione di questo gustoso frutto della terra si allarga oltre i 68 comuni cilentani, ma con una miglior resa nel territorio che va dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento. Il fico bianco del Cilento, che si è di recente meritato l marchio D.O.P., si presenta con una buccia di colore giallo chiaro, una polpa di consistenza tipicamente pastosa, di colore giallo ambrato, con achenii prevalentemente vuoti e ricettacolo quasi interamente riempito.
Il grosso della produzione del frutto si ottiene ad agosto-settembre, quella tardiva in autunno e la maggior parte del raccolto non è destinata al consumo diretto ma alla lavorazione e in particolar modo all’essicazione del frutto. Il fico essiccato, il cui sapore è noto e molto ricercato anche al di fuori dei confini nazionali, viene confezionato in diverse forme al naturale o ricoperti di cioccolato o anche “impaccati”, cioè farciti con mandorle, nocciole, semi di finocchietto e bucce di agrumi. Una delle preparazioni più comuni è quella che vede i fichi "steccati", infilati cioè in due stecche di legno parallele. Oltre a queste ricette più tradizionali, segnaliamo anche due produzioni più pregiate per ingredienti e metodo di preparazione: i fichi secchi al Rum e i fichi “Mondi”, cioè senza buccia e quindi dal colore vicino al bianco a dal gusto più deciso e raffinato.
Il carattere distintivo di questo prodotto deriva dall’unicità del mite clima del Cilento, dalla buona fertilità del territorio e dalla dimensione prevalentemente artigianale sia nella produzione del frutto, specializzata o consociata, sia nella successiva fase di lavorazione del prodotto che avviene per il 70% in stabilimenti semi-industriali, mentre il 30% della lavorazione è dato da imprese artigiane. Essendo la Campania la regione italiana che vanta la maggiore produzione di fichi sul territorio nazionale, ed essendo il solo Cilento a fornire circa il 70-75% della produzione dell’intera regione, appare evidente anche la dimensione economica piuttosto rilevante che può derivare dalla coltivazione e dalla lavorazione di un prodotto che ha pochissimi rivali in tutto il Bacino del Mediterraneo.

Cose da Vedere nel Cilento

Templi di Paestum:

Uno dei siti archeologici più significativi d’Italia è rappresentato dalla monumentale area degli Scavi che si estende sulla Piana di Paestum. Gli edifici più importanti dell’area sono la Basilica ed i Templi di Cerere e Nettuno, i tre templi dorici superstiti disposti nell’area sacra al centro della città, in una posizione sopraelevata rispetto al resto dell’estensione dell'area urbana che ospita, all'interno delle possenti mure (lunghe circa 5 km), anche un l'Anfiteatro, destinato un tempo ad accogliere i combattimenti tra i gladiatori, ed il Foro, circondato da portici di ordine dorico, che risulta essere uno dei più antichi fori romani rettangolari mai rinvenuti.

Templi dell'Area Archeologica di Paestum nel Cilento

Area Archeologica di Elea / Velia:

Velia fu un'importante città della Magna Grecia fondata dai Focesi ed ebbe legato il suo nome ai filosofi Parmenide (che fondò a Velia la scuola filosofica Eleatica) e Zenone che nella città furono accolti e onorati. Nel medioevo la parte bassa della città fu abbandonata, mentre restò abitata l’acropoli. L'area archeologica si sviluppò attorno al promontorio dominato dall'antica torre Saracena. All'interno delle mura sono presenti resti del VI e del IV secolo a. C. e sono state ritrovati numerosi resti di abitazioni disposte su terrazze e realizzatee con blocchi di arenaria di forma poligonale. Sul promontorio sono ancor rintracciabili i resti di un tempio ionico e del teatro di III secolo a. C. Il reperto più significativo dell'intera area è la "Porta Rosa", un arco a tutto sesto costruito con blocchi giustapposti avente funzione di sottopasso che, risalendo al IV secolo a. C., rappresenta uno dei più antichi esempi di arco in occidente.

Torre Saracena degli Scavi archeologici di Velia nel Cilento

Le Grotte di Capo Palinuro

Capo Palinuro è un caratteristico promontorio calcareo per lo più a picco sul mare con alcune zone depresse che lambiscono la superficie del mare; il suo perimetro è delineato da possenti pareti rocciose che da altezze che in alcuni punti superano i 200 metri s.l.m. prosegue al di sotto della superficie del mare per circa 50 metri con stupende pareti ricche di vita. Nota fin dalle epiche gesta narrate nell'Eneide da Virgilio, questo tratto costiero che s'allunga nel Tirreno Meridionale rappresenta uno dei gioelli naturalistici del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Splendido scorcio costiero grazie al continuo susseguirsi di calette, grotte e spiagge di unica bellezza, nasconde tesori faunistici grazie al persistere di un'ambiente marino incontaminato: caratteristiche fioriture del corallo rosso, gorgonie gialle, verdi e rosse, e ancora aragoste e granchi, cernie, dentici e ricciole.
La particolare consistenza dell'ammasso roccioso ha favorito il fenomeno carsico e l'erosione, fenomeni accentuati anche dalla presenza di acque sulfuree e sorgenti idrotermali che hanno creato un'ambiente estremamente diversificato e con un alto numero di cavità sommerse: le 35 grotte di Capo Palinuro infatti rappresentano uno dei principali poli di interesse speleomarino in Europa. Tra queste meraviglie òa più conosciuta e anche la più visitata è la "Grotta Azzurra", lunga 85 metri e larga 90, che si trova all'altezza di Cala Guarracini e attraversa la parte settentrionale di Capo Palinuro. Caratterizzata da un carico color turchese derivante dal gioco di rifrazione della luce del sole filtra da un'apertura in profondità e dipinge in maniera unica queste pareti rocciose ricche di colate alabastrine e colonne stalatto-stagmitiche. Altra Grotta molto conosciuta è quella "d'Argento" che si trova più a Sud, a Cala Lanterna, le cui pareti subiscono di riflesso il colore del prezioso metallo che assume l'acqua per il miscelarsi dell'acqua marina con la densa acqua sulfurea. Tra le altre ricordiamo ancora la "Grotta dei Monaci", cosi chiamata per le numerose formazioni stalagmitiche che richiamano le sembianze di un gruppo di monaci in preghiera, la "Grotta Preistorica o delle Ossa", i cui sedimenti fossili testimoniano la frequentazione di uomini primitivi, la "Grotta del Sangue", così chiamata per l'intenso rosso che si accende sulle sue pareti, e la "Grotta Sulfurea" dove il fenomeno idrotermale caratteristico delle cavità marine di Palinuro diviene più evidente e percepibile.

i paesi

Casal Velino

altre immagini e foto di Casal Velino nel Cilento

Casal Velino comune di circa 4600 abitanti, al confine con l’antica città di Velia, comprende le frazioni di: Acquavella, Bivio di Acquavella, Marina di Casal Velino, Vallo Scalo, Verduzio. Il capoluogo posto su un colle a 170 m dal livello del mare circondato da un’intensa vegetazione dove si trovano ulivi, corbezzoli, mirti, lecci, pini, fichi e anche una varietà di ginestra, la genista cilentina, si affaccia sul golfo di Velia e sulla fertile piana dell’Alento. Il paese fondamentalmente agricolo e artigianale si è di recente votato al turismo rurale, grazie soprattutto alla disponibilità di alcuni coltivatori locali di aprire i propri casali al turista, siamo come bed & breakfast siamo come agriturismi, dando inoltre la possibilità di gustare i prodotti originati dalla terra, in particolare l’olio extravergine di oliva DOP del Cilento. Continua…

Acciaroli

Acciaroli, case sul mare del Cilento

Acciaroli è la conosciutissima ed apprezzata frazione marina del Comune di Pollica. Pollica fu fondata da profughi greci nel VII - VIII secolo, all'epoca dell'esodo dei monaci basiliani, Pollica si è sviluppata attorno alla chiesa di San Nicola a partire dal XVI secolo. L’origine del nome è il femminile di un nome latino di persona Pollicus.La prima citazione di Pollica risale ad un documento del 1113, sul finire del XIII secolo il villaggio risulta in possesso dei d’Alemagna e successivamente dei Principi Capano, originari di Rocca Cilento. All’estinzione del casato (1795) il feudo fu ereditato dai De Liguoro e tenuto fino all’eversione della feudalità del 1806. La frazione più conosciuta è Acciaroli, borgo costiero diviso tra vocazione turistica e passione per la pesca, risorse ambedue vitali per lo sviluppo economico locale. Molto nota grazie alla bellezza del mare e alla funzionalità del suo porto sempre in attività anche nel periodo invernale, Acciaroli vantava tra i suoi estimatori anche lo scrittore Hemingway che qui ha soggiornato per un lungo periodo e pare abbia preso lo spunto per il suo famoso romanzo "Il vecchio e il mare" da un anziano pescatore del posto. Continua...

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