Marchio DOP per il Marrone di Roccadaspide

L'ennesimo riconoscimento ad una terra veramente ricca di gusto e tipicità giunge dall'iscrizione del “Marrone di Roccadaspide” nella lista dei prodotti a marchio D.O.P.; un riconoscimento ad un'identità unica di castagna che si presenta più grande di quelle locali, ha una conservazione più lunga del normale e la si è individuata nei territori dei comuni del Cilento ad un'altitudine minima di 250 metri s.l.m.
Tale decisione è stata concessa a riconoscimento dell'antica presenza di castagneti in Campania che si fà risalire addirittura all’epoca dei Romani; questa presenza viene inoltre documentata a partire dall’epoca medievale grazie al rinvenimento di antichi contratti stipulati tra coloni e proprietari, conservati nell’archivio della Badia Benedettina di Cava dè Tirreni, da cui emerge l'importanza di tali coltivazioni, tutelate sul posto dalla presenza di un apposito amministratore chiamato Giuliani. La successiva e più ampia diffusione di questo particolare albero da frutto è dovuta probabilmente all'opera dei monaci Basiliani.
Alla fine dell'800, i castagni secolari furono abbattuti o capitozzati e sui cedui rimasti, radice e colletto dell'albero, si innestarono gli elementi delle “Castagne ‘ra Rocca”; analoga e più massicia azione fu effettuata intorno al quarto decennio del secolo scorso con innesti a "zufolo" di marze, provenienti dai territori attorno Roccadaspide, su portinnesto «franco» o selvatico. Chiaramente, oltre alla fortunata collocazione geografica, il successo di questo prodotto sui diversi mercati nazionali e non proviene da un forte miglioramento delle tecniche di coltivazione e degli standard qualitativi raggiunti con la selezione del frutto.

Marchio DOP per il Marrone di Roccadaspide, nel Cilento

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