Fondi Europei in arrivo nel Cilento per la tutela delle Biodiversita'

«Stiamo lavorando per realizzare una migliore integrazione fra la protezione della natura e delle biodiversità e le esigenze di sviluppo sociale, culturale ed economico delle popolazioni del Parco. In questo contesto l’adozione dei sedici Piani di gestione, e in questo siamo stati i primi in tutta la regione, ci aiuterà ad ottenere i finanziamenti necessari per intraprendere azioni di tutela e gestione degli habitat forestali, dunali e marino costieri che formano il mosaico ambientale del territorio dell’area protetta».

Esprime soddisfazione il presidente dell’Ente Parco Cilento e Vallo di Diano, Amilcare Troiano, nel presentare i risultati del progetto «Life Natura Cilento in Rete», avviato con la collaborazione della «Temi» di Roma, per promuovere un sistema coordinato di gestione dei Siti di Importanza Comunitaria e delle Zone di Protezione Speciale della Rete Europea di Aree Protette denominata «Natura 2000». «Su 181mila ettari di area protetta e novemila di parco marino - ha detto Troiano a margine di un convegno che si è tenuto ieri a Santa Maria di Castellabate - 118.222 ettari rientrano tra quelli di particolare interesse per l’Unione europea perchè vi sono specie vegetali e animali a rischio. È una bella responsabilità per noi e anche una scommessa». Si tratta, nello specifico, di 27 Siti d’ Interesse Comunitario (Sic)e 8 Zone di Protezione Speciale (Zps) che coprono nel complesso il 65% dell’intera superficie dell’area protetta e sui quali l’Ente Parco punta ora l’attenzione. Le Zps sono previste e regolamentate dalla direttiva comunitaria 79/409 «Uccelli», che ha come obiettivo la conservazione di tutte le specie di uccelli minacciati di estinzione che viene raggiunta anche proteggendo i loro habitat naturali. I Sic nascono con la direttiva 92/43 «Habitat» tesa alla conservazione degli habitat naturali e delle specie animali e vegetali d' interesse comunitario e sono designati per tutelare la biodiversità attraverso specifici piani di gestione. «Un esempio di ciò che è stato fatto è Camerota - prosegue Troiano - Abbiamo realizzato passerelle a corredo degli stabilimenti balneari per evitare che i turisti calpestassero alcune specie vegetali e realizzato una serie di altri interventi che sono piaciuti agli stessi operatori i quali ora ci hanno proposto la firma di un protocollo per la realizzazione di in progetto sui lidi sostenibili». E ancora: «Il nostro Parco, in quanto provvisto di Piani di Gestione potrà essere designato come Zona Speciale di Conservazione, tramite riconoscimento del Governo, e ciò permetterà di accedere più facilmente a finanziamenti europei per crescere e migliorare».