La Dieta Mediterranea presto patrimonio mondiale immateriale dell’Umanità

Come la laguna di Venezia, i trulli di Alberobello, il Machu Picchu, Notre Dame, la Statua della Libertà o la grande barriera corallina, anche la dieta mediterranea sta per entrare nella lista del patrimonio dell'umanità all'Unesco.

Nel settembre 2008 l’Italia ha presentato all’UNESCO una nuova candidatura da inserire nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, la “Dieta Mediterranea”. La proposta, ora al vaglio di una Commissione intergovernativa incaricata dal Segretariato Generale, è una candidatura transnazionale. L’idea si è concretizzata a partire da un progetto della Spagna, fatto proprio da quattro paesi, Spagna, Italia, Grecia e Marocco, ma aperta agli altri paesi mediterranei.
La Commissione europea ha appoggiato la proposta del governo spagnolo di far rientrare la dieta mediterranea tra i patrimoni tutelati dall'Unesco in attesa della ratifica del Comitato esecutivo della Convenzione sul patrimonio mondiale immateriale dell’Umanità che si riunirà a Nairobi dal 14 al 19 novembre. La dieta mediterranea basata sul consumo di alimenti ricchi di fibre (cereali, legumi, frutta e verdura), di olio d'oliva e di pesce, unanimemente riconosciuta come dieta sana e nutriente è parte del patrimonio culturale, storico, sociale, territoriale e ambientale nazionale da molti secoli ed è strettamente legata allo stile di vita dei popoli mediterranei.